ALESSANDRO POZZO: QUANDO LA VELOCITA’ SCORRE NELLE VENE

Alessandro Pozzo è stato uno dei principali protagonisti nella classe 600 dei Trofei MotoEstate 2021. Oggi andiamo a scoprire la sua storia. 

Per il giovane pilota torinese la velocità è tutto: famiglia, lavoro e passione “ – conferma Alessandro – la moto e la velocità sono parte di me. Ho ereditato la passione per le due ruote da mio padre, anche lui correva durante gli anni 80-90: prima nel campionato italiano 125 nel quale è stato anche compagno di team di Loris Capirossi. Poi all’inizio degli anni 90 si è dato alle gare in salita, riuscendo a laurearsi per quattro volte campione italiano”.

Proveliberemoto

Il giovane talento del MES 600 ha ereditato la velocità dal padre e ora è una dei punti cardine anche del suo lavoro “Da quest’anno sono maestro di sci e allenatore di un gruppo di giovani atleti. Vivo in un piccolo paese di montagna, Ala di Stura. Si trova in provincia di Torino a più di 1000 metri di altitudine. Qui è anche presente una stazione sciistica. Per noi giovani di montagna è stato naturale iniziare a sfrecciare sulle lamine degli sci sin da quando eravamo bambini. Fino allo scorso anno partecipavo anche a gare agonistiche di velocità: era un buon modo per tenermi in forma e divertirmi. Da quest’anno però la passione è diventata professione: gestisco e alleno una squadra di giovani atleti”.

Lavoro e famiglia da sempre sono state caratterizzate da un comune denominatore: la velocità. Ora però veniamo ai motori: anche la passione per le due ruote nasce da bambino “E non poteva che essere così – conferma ridendo Alessandro – grazie a papà ho iniziato ad andare sulle minimoto a cinque anni e dai sette già facevo gare. Al primo vero campionato ho partecipato nel 2010: era il WLB.  Io e la mia famiglia non potevamo permetterci di partecipare al Campionato Italiano Minimoto: le trasferte e i costi erano ingestibili. Il WLB era invece una competizione più alla portata sia in termini di vicinanza dei circuiti che di costi. Il livello dei piloti poi era molto alto. Molti giovani impegnati nell'Italiano partecipavano alle gare come wild-card per allenarsi. Alla fine è stata una bella esperienza, soprattutto in termini di crescita e risultati: sono sempre finito sul podio durante quella stagione".

Poi lo stop. Per tre anni il # 67 sale prima in sella a una minigp e poi a una 125 da Gran Premio, ma non partecipa a nessun campionato. In quel periodo solo duro allenamento. Il ritorno in griglia di partenza avviene come wild card nel 2014, mentre l'iscrizione in un campionato ufficiale nel 2016 “Nel 2014 ho corso con la mia 125 nella tappa italiana dell’Alpe Adria, ad Adria. Stesso discorso la stagione seguente. E’ stato emozionante tornare a respirare l'atmosfera del paddock. A quei tempi la classe 125 del campionato est-europeo era ricca di giovani talenti: basti menzionare la presenza di Oliver Konig, protagonista quest’anno nel WSS300. Nel 2016 mi sono iscritto e ho vinto l'International Grand Prix 125. E' stata un'annata davvero emozionante, non la scorderò mai".

Il passaggio alle moto grandi durante la stagione seguente ha segnato per Alessandro l'inizio di un percorso di grande crescita “Esatto – conferma il #67 – un amico di mio padre possedeva una Yamaha TZ 250 2 tempi che però non utilizzava. Vedendo i miei buoni risultati nella 125 decise di prestarmela. Siamo così passati alla classe 250 dell’IGP e per tre edizioni consecutive ho concluso l’anno al secondo posto. Soprattutto sui lunghi tracciati la TZ non era troppo competitiva, ma non importava un granché. E’ stata un’esperienza molto formativa, soprattutto perché ho corso contro piloti molto più esperti di me. E questo alla lunga ha fatto la differenza. Gestire una moto di quel genere poi non è stato un gioco da ragazzi, soprattutto a livello di carburazione e messa a punto: era estremamente sensibile. Tutto ciò mi ha però permesso di migliorare e ripercorrendo questa esperienza a posteriori, credo sia stata una tappa utile per la mia crescita come pilota". 

Poi nel 2020 l'esordio nei Trofei MES con le alte cilindrate … “Io e papà abbiamo avuto modo di comprare una R6 del 2008. Così ci siamo lanciati all’avventura nella 600 Open del MES. Nel MotoEstate i circuiti sono abbastanza vicini e il costo delle iscrizioni è alla portata: l'ideale per provare questo "grande salto". Il primo anno è stato complesso: abituarsi a una moto da 600cc non è stato facile, soprattutto perché abbiamo avuto poco tempo a disposizione a causa della pandemia. Gestire la moto in autonomia non ci ha facilitato il compito. Per fortuna abbiamo sempre potuto contare sull'appoggio del Nico Racing Team, il motoclub al quale sono tesserato. Anche in questo caso comunque, sono state esperienze che ci hanno permesso di crescere e migliorare". 

Il 2021 inizia con dei cambiamenti importanti, seguiti poi da ottimi risultati nella classe regina del MES “Ho avuto modo di provare le gomme Dunlop a Varano durante un test. E' stato amore a prima vista. Riuscivo a girare con gli stessi tempi dell'anno precedente nonostante fosse la prima uscita stagionale. La principale differenza che ho notato rispetto alle gomme a cui ero abituato è stata la tenuta e la costanza di rendimento. Anche grazie a questo cambiamento quest’anno abbiamo fatto dei passi da gigante. A fine stagione abbiamo chiuso in top ten e al terzo posto nella classifica Stock. I podi conquistati durante il primo round a Varano e Cervesina sono stati emozionanti e hanno ripagato me, mio padre e i ragazzi di Nico Racing per l'ottimo lavoro svolto durante questi ultimi due anni". 

Per il 2022 si vociferano diverse ipotesi per Alessandro, una particolarmente allettante … “Non posso ancora confermare nulla – ci anticipa sorridendo Alessandro – quel che è certo è che mi farebbe piacere correre per un team importante. Questo è fuori discussione. Sono sicuro che riuscirei a sfoderare al cento per cento la mia velocità”.