INTERVISTA A STEFANO RIGHI: LE CORSE SONO ADRENALINA

Stefano Righi è un consulente commerciale nel ramo edile, ma la sua grande passione sono le corse. Nei Trofei Wheelup MES corre nella categoria NAKED con una Triumph Street 675.

Da quanto tempo vai in pista? Ti ricordi l’emozione della tua prima gara?

La “prima volta” in pista fu nel 2003, ma l’esordio assoluto in gara é stato nel 2007 a Varano.  Ero talmente emozionato che in griglia il meccanico mi aveva posizionato il tasto rosso ON/OFF in posizione OFF di sicurezza e la moto non partiva. Poi me ne sono accorto ma ho fatto il warm up quando ormai gli altri si stavano schierando.

Come hai visto cambiare le gare rispetto a quando hai debuttato?

Oggi in proporzione è un pò tutto evoluto come succede a livelli professionali, tipo in Moto GP. Le moto sono sempre più sofisticate e veloci grazie alla tecnologia ma anche i piloti si sono migliorati molto soprattutto con l’allenamento fisico. Difficile vedere uno adesso con la birra e la sigaretta come faceva Barry Sheene mezz’ora prima di una gara. Forse però è un peccato.

Cosa ti aspetti da questa stagione?

L’obbiettivo n.1 è divertirmi. Senza questo alla mia età lascerei perdere subito. Poi ovvio c’è anche un’aspirazione sportiva, come arrivare a podio anche quest’anno almeno una volta nella Over 45.

 

Qual’ è stata la tua gara più bella nel Motoestate?

Indubbiamente Modena lo scorso anno. All’ultimo giro e all’ultima curva ho tentato il tutto per tutto e mi é andata bene. Sono arrivato 3° nella Over 45 e 9° assoluto.

Hai un rivale/avversario con il quale hai battagliato in maniera particolare?

Direi di sì. Ormai nelle ultime 2 stagioni sono spesso in “battaglia” con Roberto Fincato (MV Agusta) ma spesso vince lui. Però diamo spettacolo (sano) e finiamo sempre a 5 metri al massimo l’uno dall’altro. Anche con Pier Vitali, che corre con la mia stessa moto (Triumph Street 675), abbiamo fatto diverse belle battaglie. Con lui però, fortunatamente, l’ho spuntata alcune volte in più.

Cosa sono per te le corse?

Un’iniezione di adrenalina e di un “non-so-che” difficile da descrivere.

 Come vivi il paddock?

Nel modo più semplice e goliardico possibile. Di carattere, nonostante nei momenti chiave riesca ancora a nasconderlo abbastanza bene, sono uno da “baracca infinita” e il mondo delle moto per me é il connubio perfetto. Al nostro livello se non c’è questo comune denominatore – competizione accompagnata da sano divertimento – non ha senso correre e rischiare comunque la vita, tanto non diventi più nessuno. Sono contento perchè ho l’opportunità di poter condividere questi momenti con un bel gruppo di “giovani” dai 45 in sù.