DAVIDE ROLANDO: “LA RACE ATTACK PER COMBINARE PASSIONE E LAVORO”

Davide Rolando è un pilota innamorato della pista e della velocità e per combinare passione e lavoro ha scelto la Race Attack 600.

Davide è titolare di un centro per revisioni auto e preparazione moto: lavoro e passioni che si intrecciano. Spesso però combinare questi due aspetti non è esattamente un compito facile, nemmeno per il classe 76 piemontese “No, per niente – ci spiega sorridendo Davide – questo è anche uno dei motivi per i quali la mia passione per la pista è rimasta circoscritta al mondo delle prove libere per anni. Ho iniziato a correre in un vero campionato abbastanza tardi, solo nel 2017. Ho conosciuto il MotoEstate la categoria Race Attack su internet ed è stato un vero colpo di fulmine. Da quel momento in poi, non me ne sono più andato”.

La Race Attack è la categoria entry level che facilita il passaggio dal mondo delle prove libere a quello delle gare. La particolarità della categoria è che il race program si svolge interamente nella giornata di domenica, proprio come durante le giornate di prove libere.

Il programma della Race Attack, con prove ufficiali la mattina e doppia manche di gara il pomeriggio, mi dà la possibilità di lavorare fino al sabato sera, per poi scendere in autodromo la domenica mattina presto. In questo modo posso combinare la passione per la pista e il mio lavoro”.

Alla prima stagione su pista nel 2017 il piemontese è riuscito a laurearsi campione nella classifica Rookies, dedicata agli esordienti e chiudere secondo nella “assoluta”. Velocità e costanza di risultati che ha dimostrato di nuovo nel 2021, una stagione conclusa al quarto posto a sole nove lunghezze dal terzo gradino del podio “A distanza di quattro anni ricordo ancora distintamente il primo spegnimento dei semafori. Fu un un’emozione indescrivibile. Anche il 2021 è stata una stagione positiva. Ho ottenuto dei buoni risultati, nonostante non possa mai permettermi di essere libero mentalmente al cento per cento: la paura di cadere e farmi male e di conseguenza di non poter lavorare il lunedì è sempre lì ad attanagliarmi la testa. L’importante però per me è divertirmi ed essere competitivo. La scorsa stagione poi la concorrenza era super agguerrita: la griglia era ricca di ragazzi giovani ed estremamente veloci. Andrea Liberini su tutti: è stato una vera macchina da guerra”.

A proposito di gioventù: si sente spesso parlare dei problemi del motociclismo e di come la passione dei più giovani per le due ruote si sia evoluta nel corso degli anni “A mio avviso il problema della mancanza di moto per strada, guidate soprattutto da ragazzi era evidente, ma solo fino a qualche anno fa. Ora ho la percezione che la situazione stia migliorando. Lo vedo anche nel mio lavoro. Semmai, il problema è un altro: troppi giovani si affacciano al mondo dei motori quando sono già piuttosto grandi, più che ventenni. Saltano praticamente tutta la “trafila” delle moto di bassa cilindrata e acquistano come primo mezzo delle supersportive, non comprendendone la pericolosità. Soprattutto quando si viaggia per strada servono mille occhi e una grande esperienza per guidare un certo tipo di moto. Servirebbero anche più piste e più giornate di prove libere: per lo meno gli appassionati potrebbero sfogarsi in luoghi e situazioni concepite per le alte velocità’.

E per concludere un pensiero al 2022 che è ormai alle porte “Nel MES mi rivedrete sicuramente – conclude Davide – in quale categoria ancora non so. Perfino mia moglie mi sprona affinché possa venire in autodromo già dal sabato. Ho ancora tempo per pensarci, vedremo“.

E a proposito del MES 2022 vi ricordiamo che le iscrizioni sono aperte. Trovate moduli e informazioni nella sezione dedicata del nostro sito. Per maggiori informazioni: segreteria@trofeimoto.it